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domenica 26 luglio 2009

DIARIO ANGOLANO, UN BLOG DA 5 KBytes AL SECONDO

L’uomo in partenza per l’Africa si sa, mescola entusiasmi e paure.
Nella Top Ten delle mie fobie spiccavano i coccodrilli, che spopolano tra le rive del Kwanza, del Kubango e dello Zaire, i principali fiumi angolani.
Bene, mi sbagliavo.
Dopo appena 15 giorni che sto a Luanda affermo che l’autentico e feroce nemico dell’ignaro straniero è la UNITEL, il balordo gestore delle reti mobili angolane.
Non disponendo di una connessione via cavo in ufficio, dal 10 luglio ho iniziato la ricerca di un pennino USB presso le lojas UNITEL della città. Decine di tentativi e una sola risposta: “Não temos amigo, acabaram” - “Eh? Son finite? E quando tornano?” - “Sei lá amigo”, che ne so…
Ora immaginate una capitale con 3 milioni di persone, Roma, voi girate, chiedete e niente, non potete abbonarvi a Internet.
Poi giovedì scorso, grazie a un’amica del collega Dawen Rocha, che lavora al Ministero delle Comunicazioni, ho rimediato un modem USB con velocità nominale di 3.6 Mbps, ma effettiva di 5 Kbytes al secondo, un bradipo del web. Ecco spiegato il sottotitolo del blog.

E io che ci faccio in Angola? Agli inizi di maggio, tornato da Lisbona, vagavo tra le bacheche delle università milanesi in cerca di annunci per stanze doppie. In un sottoscala della Cattolica, in zona Sant’Ambrogio, scorgo un bando dell’Ambasciata italiana a Luanda: “Azienda romana operante in Angola seleziona giovane per incarico di segretario traduttore”. Ho risposto ed eccomi qua.
Nei prossimi mesi cercherò di informarvi sulle mie vicessitudini africane. I rischi intrinsechi a questo paese, il poco tempo libero e la UNITEL comprometteranno la regolarità dei post, ma voi cliccate sempre.
Benvenuti (o bentornati), sono contento di tornare a scrivere.

“Unitel: la tua invidia è la velocità del nostro successo”