Ho visto le tombe dei soldati portoghesi uccisi durante la guerra di decolonizzazione.
Chissà se nei quarant’anni trascorsi un loro familiare, o un lontano parente emigrato in Angola, è mai passato di qua a lasciare un fiore a questi ragazzi morti dalla parte sbagliata.
È mezzogiorno, il quartiere è senz’acqua, oggi di fiori non ce ne è per nessuno.
Fuori dal cancello due ragazzi vendono dei secchi riempiti giù in spiaggia e gridano: “Pulite i vostri loculi, pulite i vostri loculi!”
è spettrale... o forse solo malinconico. (e per di più mi viene in mente foscolo, e dei versi ahimè imparati a memoria che ora riecheggiano in testa e non riesco a cancellare)
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